Corriere del Ticino Di Red. Online Il mio comizio - articolo originale Patrick Bernasconi, candidato per il PPD al Consiglio comunale di Massagno
In quest’epoca in cui l’umanità mira a «diventare Dio», controllando la natura con la tecnica, ci si accorge che in realtà ci sta pervadendo la sensazione di diventare sempre più irrilevanti per il mondo. E infatti accade sempre che l’onnipotenza degli uni abbia come rovescio della medaglia la riduzione di altri a creature «utili» ma improbabili, potenzialmente disagiate.
Il mantra dell’uomo e donna moderni sta diventando: voglio, quindi sono! Nessun condizionamento sociale o biologico, ma un’assoluta sovranità e voglia di un riconoscimento esterno per le scelte che riguardano la propria esistenza, anche se queste hanno un’influenza sul modello di società in cui si vive e su un altro individuo. Influenza che in questo caso diventa imposizione su chi non è in grado di opporsi, perché non ancora nato.
Proprio per questa problematicità, che si annida sotto lo slogan generico del «matrimonio per tutti», la nostra società ha il dovere di fermarsi e riflettere. Si tratta di prendersi la responsabilità di aprire la discussione, anche in rappresentanza di chi non lo può fare, ma ne dovrà comunque sopportare le conseguenze.
I bimbi hanno dei diritti, e tra questi c’è quello di poter conoscere la propria origine biologica e di avere un padre e una madre. Diritti che la nostra società ha riconosciuto, in quanto ha voluto proteggere il passaggio fondamentale del bambino nella costruzione del sé e il corretto progresso evolutivo.
Nessuno, e tanto meno chi vuole diventare genitore, può pretendere di creare un proprio diritto che abbia come risvolto la compressione di un diritto altrui e il rischio di favorire un disagio psicologico nell’infanzia e un successivo trauma nell’adolescenza, fase in cui il proprio figlio è alla ricerca della sua identità, della sua storia e del senso della sua esistenza. Numerosi sono gli studi sui traumi conseguenti a questo tipo di nascite e che purtroppo vengono messi in ombra da slogan semplificanti e ammalianti come «matrimonio per tutti».
Pertanto resta compito fondamentale della nostra società, dei genitori e degli aspiranti tali, riflettere attentamente su ogni aspetto di una scelta di simile entità, per poter così fornire ai propri figli le basi migliori e più solide da cui scalare quella montagna che è la vita.